LA STIMOLAZIONE OVARICA

La stimolazione ovarica è una tecnica di procreazione medicalmente assistita il cui  scopo è quello di indurre l’ovulazione in donne che non ovulano, in modo da permettere l’incontro dei gameti (spermatozoi e ovociti) e successivamente una gravidanza. La stimolazione favorisce la maturazione di ovociti competenti. Può essere utilizzata per cicli spontanei (rapporti mirati), in combinazione con inseminazione intrauterina o per il recupero ovocitario e successiva fecondazione in vitro . In ogni caso il principio è basato sulla somministrazione di farmaci che inducono l’ovulazione.

L’induzione dell’ovulazione è indicato per una coppia che non può concepire, e quando la donna mostra:

  • anovulazione (assenza di ovulazione). L’anovulazione può essere causata da iperprolattinemia, policistosi ovarica;
  • ovulazione di bassa qualità;
  • casi di infertilità inspiegata.

La stimolazione ovarica mira a permettere l’ovulazione di uno o più  follicoli (stimolazione follicolare mono o follicolare multipla). Il ciclo di trattamento consiste in diverse fasi.

  • Un farmaco per l’induzione dell’ovulazione è in genere somministrato a partire dal giorno 2° o 3° del ciclo per diversi giorni. E’ possibile utilizzare compresse (Clomifene citrato) o iniezioni sottocutanee (gonadotropine).
  • Monitoraggio del trattamento per verificare l’efficienza. Grazie alla combinazione ormonale e all’ecografia, il medico controlla il volume follicolare e verifica la presenza di ovulazione. Il monitoraggio prevede una regolazione della dose, previene il rischio di iperstimolazione ovarica e di gravidanze multiple e prevede la comparsa dell’ovulazione.
  • Induzione dell’ovulazione: si tratta in genere di una iniezione di HCG (gonadotropina corionica). Questa iniezione consente l’ovulazione di uno o più follicoli maturi 36-40 ore più tardi.
  • Il momento ottimale per un rapporto mirato è appunto 36-40 ore dopo l’iniezione di HCG. Nel caso di IUI si procederà con l’inseminazione degli spermatozoi con un apposito catetere. Nel caso di fecondazione in vitro si procederà con il prelievo oocitario.

In generale, si raccomandano dai tre ai sei cicli di trattamento. In caso di anomalie durante il ciclo, è importante rivedere e apportare le modifiche necessarie (variare la dose, controlli più rigorosi). Se con rapporti mirati la gravidanza non viene raggiunta è necessario prendere in considerazione l’eventualità della presenza di altre anomalie o il ricorso ad altre tecniche di procreazione medicalmente assistita (IUI, FIVET, ICSI).

Uno dei rischi principali di questa stimolazione ormonale, seguita da rapporti spontanei o inseminazione di spermatozoi, è quello di una gravidanza multipla.

 

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