FIVET/ICSI

La fecondazione in vitro consiste in una unione dei gameti, al di fuori del corpo della donna, in un terreno di coltura la cui composizione è simile al naturale ambiente tubarico. Le principali indicazioni per questa procedura sono: disfunzione tubarica, endometriosi, ridotta qualità dello sperma. L’efficacia del trattamento è determinata da diversi fattori. Svolge un ruolo importante  l’età della donna e la durata della sterilità. Nell nostro centro la gravidanza viene portata al  termine in oltre il 45% dei cicli di fecondazione in vitro.

Fasi del programma di fecondazione in vitro.

  • La stimolazione

Le ovaie normalmente producono e rilasciano un solo ovocita per ciclo. Anche se questo è sufficiente per un normale concepimento, in un programma di fecondazione artificiale sono necessari più oociti al fine di produrre più embrioni, in quanto non tutti gli embrioni sono competenti per l’impianto e bisogna selezionare quelli con più alta probabilità di successo. Pertanto, si raccomanda di stimolare l’attività ovarica della paziente. I farmaci inducono lo sviluppo di follicoli multipli, aumentando così il numero potenziale di ovociti.

  • La maturazione degli ovociti

Quando i follicoli sono abbastanza grandi e i livelli di ormoni sono adeguati, è necessario spingere gli ovociti verso l’ovulazione. Questo viene effettuato con l’iniezione di HCG che ha lo stesso effetto dell’LH. L’ovulazione avviene 36-40 ore dopo l’iniezione. Il tempo di iniezione sarà determinato in base al tempo previsto per il prelievo degli ovociti o l’inseminazione.

  • Il prelievo degli ovociti

Il metodo utilizzato per prelevare gli oociti è quello tramite guida ecografica. Esso comporta l’inserimento di una sonda ad ultrasuoni nella vagina. Una volta che i follicoli maturi sono localizzati, ciascuno viene punto con un ago attaccato alla sonda e il liquido follicolare aspirato. E’ necessario un anestetico locale e un farmaco tranquillante. La paziente è pienamente cosciente e in grado di seguire la procedura sul monitor.

  • La preparazione dei gameti in laboratorio
  • La preparazione degli ovociti

Dopo il prelievo degli ovociti contenuti nel fluido follicolare, essi vengono inviati al laboratorio. Tutti i follicoli non contengono necessariamente un ovocita, e non tutti gli ovociti sono fertilizzabili.

  • La preparazione del seme

Lo sperma è raccolto e preparato in laboratorio il giorno del prelievo ovocitario. In situazioni particolari, lo sperma viene precedentemente congelato e poi scongelato il giorno stesso del recupero oocitario e preparato in modo da recuperare più spermatozoi motili.

  • La fecondazione

Lo sperma capacitato viene messo a contatto con gli ovociti in un terreno di coltura e poi in un incubatore a 37 °C. Gli spermatozoi motili vengono spontaneamente, senza un aiuto esterno, a contatto con l’ovocita. Solo uno spermatozoo feconderà.

  • Lo sviluppo embrionale

Il giorno dopo la fecondazione, gli ovociti fecondati (o zigoti) sono identificabili per la presenza di due nuclei, chiamati pronuclei: uno di derivazione materna e l’altro di derivazione paterna. Gli zigoti diventano embrioni nel momento in cui si dividono in 2-4 cellule (dopo 24h dalla fecondazione), e poi in 6-8 cellule (dopo 48h). Nella maggior parte dei casi, gli embrioni vengono trasferiti 2-3 giorni dopo il prelievo ovocitario.

  • Il trasferimento degli embrioni

Il trasferimento degli embrioni (max 2 o 3) è una procedura semplice e indolore che è talvolta eseguita sotto guida ecografica. Esso è realizzato con un sottile catetere flessibile inserito, attraverso la vagina, nell’utero, mentre la paziente è distesa in posizione litotomica. Gli embrioni vengono collocati all’interno dell’utero già preparato con una cura ormonale (estrogeni e progesterone) a sostenere l’impianto. Gli eventuali embrioni rimanenti possono essere crioconservati ed utilizzati per transfer futuri della coppia o donati.

E dopo?

E’ necessario attendere 16 giorni dal prelievo degli oociti per avere i risultati del test di gravidanza e  rilevare quindi l’ormone della gravidanza (hCG) nel sangue della paziente.

Inseminazione intracitoplasmatica dello sprematozoo (ICSI)

Nel caso in cui lo spermatozoo non sia in grado di penetrare la membrana che circonda l’ovocita, è possibile eseguire la ICSI che consiste in una microiniezione di un singolo spermatozoo selezionato per la qualità, utilizzando un ago molto sottile, all’interno del citoplasma dell’ovocita. Le fasi del processo sono identiche a quelle per la FIVET ma con l’eccezione di un aiuto per lo spermatozoo attraverso la microiniezione. Nella nostra clinica, la procedura di ICSI viene eseguita con il nuovo e più sofisticato dispositivo di micro-manipolazione L’Integra Ti ™.

Oggi questa tecnica dà ottimi risultati e consente alte possibilità di concepimento alle coppie in cui l’uomo è affetto da infertilità severa. In generale, il tasso di gravidanza dopo ICSI nella nostra clinica è elevato e pari al 45-50%.

 Indicazioni per la ICSI:

  • Oligozoospermia – concentrazione inferiore a 2 milioni di spermatozoi/ml;
  • Astenozoospermia – meno di 1 milione/ml di spermatozoi attivi;
  • Teratozoospermiya – meno del 10% di spermatozoi con normale struttura morfologica;
  • presenza di alto titolo di anticorpi antispermatozoi nel liquido seminale che inibiscono la fecondazione naturale anche nei casi di normale concentrazione degli spermatozoi;
  • assenza di fertilizzazione in precedenti tentativi di fecondazione in vitro;
  • donne di età superiore ai 38 anni, uomini oltre 45 anni.

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